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Certificarsi su Claude: la scelta Nexsoft

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(articolo redatto da Pierluca Pierro)

Di cosa parleremo

Le competenze sull’AI generativa non si dichiarano, si dimostrano. Per questo abbiamo avviato in Nexsoft una campagna interna di certificazione sull’ecosistema Claude.

Dalla curiosità alla competenza verificabile

Negli ultimi anni ogni azienda del nostro settore ha imparato a parlare di intelligenza artificiale. Molte meno hanno imparato a progettarla e portarla in produzione.

È una differenza che si percepisce con precisione chirurgica: al primo progetto reale – un agente che deve chiamare sistemi legacy, gestire errori, rispettare policy aziendali e restare economicamente sostenibile – la distanza tra il proof of concept e il sistema che regge il carico diventa evidente.

Lo sappiamo perché ci siamo passati.
DLGGM, il modello con cui governiamo la test automation, non è l’automazione di quello che facevamo prima: è un processo nato con l’AI dentro. È lì che abbiamo verificato una cosa che oggi orienta le nostre scelte:

Sulla potenza del foundation model non ci si differenzia, perché è disponibile a tutti nello stesso momento.
Ci si differenzia sul processo che gli si costruisce intorno.

E un processo del genere regge solo se chi lo progetta sa cosa sta facendo.

Il mercato ha quindi bisogno di un segnale affidabile. Non un logo su una slide, ma una misura verificabile di quello che un’organizzazione sa effettivamente fare.

Le certificazioni ufficiali servono esattamente a questo: sono il modo più diretto per rendere confrontabile una competenza che altrimenti resta autodichiarata.

Una premessa, prima di entrare nel merito.
Nexsoft resta un’azienda vendor independent. Non abbiamo mai costruito la nostra proposta sull’adesione a un singolo fornitore, e non intendiamo iniziare adesso: il criterio di scelta è sempre stato quale tecnologia risolve meglio il problema di quel cliente, in quel contesto e su quell’orizzonte temporale.

In un settore che si muove a questa velocità, l’indipendenza non è una posizione di comodo: è una condizione di lavoro. Continuiamo a seguire con attenzione l’evoluzione dell’intero panorama dei modelli e delle piattaforme, a valutarne i progressi senza tifoserie e a rivedere le nostre raccomandazioni quando i fatti lo richiedono.

Investire in modo strutturato su un ecosistema, però, non è la stessa cosa che rinunciare a quell’indipendenza. Significa scegliere dove costruire competenza profonda, perché è la profondità — non l’ampiezza dei loghi — a fare la differenza quando un progetto arriva in produzione. Le ragioni per cui abbiamo scelto Claude e Anthropic come primo di questi investimenti ve le spieghiamo a seguire.

Perché Anthropic

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La scelta di costruire la nostra practice AI attorno a Claude nasce da una valutazione tecnica sui modelli, che sono oggi tra i più solidi disponibili per il coding e per i sistemi agentici.

A questo si aggiungono tre elementi concreti che pesano nel lavoro quotidiano:

  • Standard aperti. Il Model Context Protocol (MCP), nato in Anthropic e rilasciato come standard aperto, è oggi adottato ben oltre l’ecosistema Claude. Le integrazioni che costruiamo non sono prigioniere di un fornitore.
  • Strumenti pensati per chi lavora. Claude Code, l’Agent SDK e le Agent Skills sono strumenti da produzione, non demo. Questo abbassa in modo sensibile il costo di trasformare un prototipo in un servizio.
  • Trasparenza sui limiti. La documentazione pubblica su policy di sicurezza, comportamento del modello e casi d’uso non supportati ci permette di dire a un cliente cosa la tecnologia non farà. È il presupposto di qualsiasi progetto serio.

Inoltre Anthropic è stata tra i primi vendor a creare materiale di studio che permettesse di crescere a chi opera nel mondo IT.

Il Claude Certification Program

claude certification program

Anthropic ha lanciato la sua prima certificazione tecnica ufficiale nel marzo 2026, insieme al Claude Partner Network. Il programma, erogato in modalità proctored, è oggi articolato su quattro credenziali che coprono ruoli distinti:

Credenziale Ruolo di riferimento
CCAO-F — Claude Certified Associate, Foundations Chi usa Claude come strumento professionale quotidiano
CCDV-F — Claude Certified Developer, Foundations Sviluppatori che realizzano applicazioni basate su Claude
CCAR-F — Claude Certified Architect, Foundations Architetti e technical lead che progettano soluzioni
CCAR-P — Claude Certified Architect, Professional Progettazione di sistemi senior e su larga scala

 

L’esame Architect Foundations è quello che abbiamo affrontato per primo e in cui Nexsoft ha già conseguito le prime certificazioni, e vale la pena descriverne il taglio. Sessanta domande in centoventi minuti, tutte basate su scenari: non si chiede di ricordare una definizione, si chiede di scegliere la decisione architetturale corretta in una situazione descritta.

I cinque domini sono pesati secondo la rilevanza operativa: architettura e orchestrazione agentica (27%), configurazione e workflow di Claude Code (20%), prompt engineering e output strutturato (20%), progettazione di tool e integrazione MCP (18%), gestione del contesto e affidabilità (15%).

È un esame a libro chiuso e senza assistenza AI, e non è un adempimento formale. Chi non ha messo le mani su un sistema agentico reale — con i suoi timeout, i suoi retry, i suoi handoff tra subagent — se ne accorge entro le prime dieci domande.

Da agosto la formazione è aperta a tutti

Claude Academy

C’è un passaggio recente che vale la pena segnalare, perché cambia il quadro per chiunque voglia avvicinarsi a queste tecnologie in modo serio.

Ad agosto 2026 Anthropic ha aperto la Claude Academy: una piattaforma di formazione gratuita e accessibile a tutti, senza costi, senza selezione all’ingresso e senza necessità di appartenere a un’organizzazione partner. Basta un indirizzo email.

Il catalogo conta oggi una trentina di corsi self-paced organizzati in percorsi distinti: introduzioni per chi parte da zero, guide all’uso professionale quotidiano di Claude, e approfondimenti tecnici sull’API, su MCP e su Claude Code, con corsi che arrivano a diverse ore di contenuto. Ogni corso completato rilascia un badge tracciato nel profilo dell’utente.

Merita attenzione in particolare il percorso di AI Fluency, che rende pubblico il framework 4D con cui Anthropic forma i propri dipendenti: delegation, description, discernment, diligence. È un modello di lavoro, non un corso di prompt engineering, e affronta la domanda che in azienda arriva sempre prima delle questioni tecniche: quali attività ha senso delegare a un sistema di AI, come descriverle, come valutarne l’esito e con quale responsabilità.

Va però tenuta ferma una distinzione che molte comunicazioni confondono.

La formazione è aperta a tutti; la certificazione non lo è.
Gli esami del Claude Certification Program restano riservati alle persone che lavorano in organizzazioni appartenenti al Claude Partner Network e richiedono un indirizzo email aziendale su un dominio riconosciuto: gli indirizzi personali non sono accettati. Un badge di completamento di un corso e una certificazione proctored non sono la stessa cosa, e il mercato imparerà rapidamente a distinguerli.

Questa asimmetria è precisamente il motivo per cui l’appartenenza al Partner Network conta. Chiunque può studiare, e questo è un fatto positivo per l’intero ecosistema. Solo chi opera dentro il network può sottoporre quelle competenze a una verifica indipendente e certificarle.

Perché per un partner le certificazioni sono la moneta di scambio

Campagna certificazioni Claude Nexsoft

C’è una ragione strutturale, e riguarda direttamente il modo in cui Anthropic ha costruito il proprio ecosistema di partner.

Il Claude Partner Network, lanciato nel marzo 2026 con un impegno dichiarato di 100 milioni di dollari su formazione, supporto tecnico e co-marketing, è stato formalizzato a giugno con l’introduzione di livelli di riconoscimento per i partner di servizi.

Il punto è questo: il numero di persone certificate non è una metrica di vanità, è il gate di accesso alla partnership. Determina la visibilità nella directory dei partner, l’accesso all’enablement tecnico e la possibilità di lavorare in co-sell su opportunità enterprise. Una certificazione individuale, in questo schema, è contemporaneamente una crescita professionale per la persona e un asset per l’azienda.

La campagna di certificazione Nexsoft

Per queste ragioni Nexsoft ha avviato una campagna strutturata di certificazione sull’ecosistema Claude, con l’obiettivo di consolidare la propria posizione all’interno del Claude Partner Network.

Il percorso è già in corso e stiamo raccogliendo in azienda le prime credenziali, a partire dalla Claude Certified Architect – Foundations.

Su questa base stiamo estendendo il programma al resto del team tecnico, differenziando i percorsi per ruolo: la credenziale Developer per chi realizza integrazioni, la Associate per le figure di delivery e presales che devono padroneggiare Claude come strumento di lavoro, la Architect per chi disegna le soluzioni.

Conclusione: che cosa cambia per i nostri clienti

La sostanza, al netto dei badge, è questa.
Un team certificato commette meno errori costosi nelle fasi in cui gli errori costano di più: la scelta del pattern architetturale, la definizione dei confini tra agente e automazione deterministica, la gestione del contesto e dei fallimenti. Sono esattamente le aree su cui l’esame Architect insiste, e non per caso: sono le aree dove i progetti AI si fermano.

Inoltre, l’appartenenza qualificata al Partner Network dà accesso a canali di supporto tecnico e roadmap che rendono più prevedibili i progetti dei clienti. È un vantaggio meno visibile di una demo, ma è quello che si sente al momento del passaggio in produzione.

Continueremo a raccontare pubblicamente questo percorso, credenziale per credenziale e progetto per progetto. Nel campo dell’AI generativa la credibilità non si costruisce annunciando competenze: si costruisce sottoponendole a verifica.


Se anche tu vuoi far parte del team di sviluppo Nexsoft,
dai un’occhiata alle nostre opportunità di lavoro e conosciamoci subito!

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