Skip to main content Scroll Top
Via Antonio Amato, 20/22 84131 Salerno (SA)

Governare la trasformazione del testing – Parte 2

Governare trasformazione testing parte 2

(articolo redatto da Pierluca Pierro)

Di cosa parleremo

Questo contributo è la seconda parte di una serie di quattro post blog su come “Governare la trasformazione del testing – Dal processo manuale all’automazione industriale con GenAI”. La serie è basata su un contributo sottomesso al Project Management Institute e nasce da un’esperienza concreta di trasformazione del software testing in contesto enterprise.

L’obiettivo è offrire una lettura strutturata di come la GenAI possa generare valore nel testing non come soluzione isolata, ma come parte di un sistema organizzativo, tecnico e gestionale coerente.

L’architettura del modello

La test automation non è un problema di tool. È un problema di architettura organizzativa.

Nel parte prima di questa serie abbiamo condiviso i risultati di un progetto di test automation: –70% sui tempi di sviluppo degli script. Ma come ci siamo arrivati? La risposta non è un prodotto. È un modello di processo.

Il Dual-Layer GenAI Governance Model (DLGGM) si fonda su tre principi:

  • separazione strutturata tra produzione funzionale e industrializzazione tecnica;
  • utilizzo di un recorder per generare gli script dall’esecuzione reale dei workflow;
  • integrazione controllata della GenAI sull’intero ciclo di vita.

Il processo si articola in tre aree operative:

  • produzione guidata dal dominio,
  • industrializzazione tecnica,
  • manutenzione continua.

Primo livello — Produzione funzionale

Test automation - Livello 1 produzione funzionale

I tester con competenza di dominio ricevono il test case con priorità e perimetro definiti. Eseguono l’analisi funzionale del requisito e registrano il flusso attraverso il recorder, che genera automaticamente lo script.

L’obiettivo non è l’ottimizzazione tecnica del codice, ma la fedeltà al comportamento atteso.

Lo script prodotto viene verificato funzionalmente e annotato con il supporto dell’AI e la revisione umana, in modo che il workflow sia chiaramente trasferibile agli ingegneri del secondo livello e ai sistemi AI.

Il primo livello non modifica la struttura tecnica del codice prodotto dal recorder e non esegue refactoring. La sua responsabilità è garantire accuratezza funzionale e qualità del requisito automatizzato.

Secondo livello — Industrializzazione tecnica

Test automation - Livello 2 industrializzazione tecnica

Il secondo livello trasforma lo script in un asset industriale stabile. La stabilizzazione tecnica elimina le fragilità, gestisce i comportamenti asincroni e rafforza i meccanismi di identificazione degli elementi. Il tempo medio di stabilizzazione diventa misurabile e pianificabile.

La GenAI supporta l’analisi del codice e propone suggerimenti di miglioramento, mentre l’integrazione nella codebase e la validazione finale consolidano lo script nel ciclo di esecuzione ufficiale.

È in questa fase che si realizza la transizione dalla produzione funzionale a un processo automatizzato strutturato e sostenibile.

Manutenzione — Ciclo evolutivo

Test automation - Livello 3 manutenzione continua

L’automazione entra poi in una fase di monitoraggio continuo. Le esecuzioni vengono tracciate, le anomalie analizzate e classificate. Un agente basato su GenAI supporta l’analisi dei log e propone interventi tecnici. Le proposte vengono validate dal secondo livello prima di qualsiasi aggiornamento del codice, garantendo tracciabilità e controllo.

La separazione tra i due livelli sembra semplice. Ma è il punto architetturale decisivo. Prima, la stessa persona doveva comprendere il business e scrivere codice robusto. Nessuno dei due compiti veniva eseguito al meglio. Oggi ognuno opera nel proprio ambito di eccellenza, e la GenAI funziona da ponte tra competenza funzionale e competenza tecnica.

Il risultato non è solo velocità. È prevedibilità: i tempi di stabilizzazione diventano misurabili, la capacità produttiva pianificabile, e l’intero processo governabile con le stesse logiche di controllo del project management strutturato.

Conclusione

Nel prossimo articolo parleremo dell’impatto di questo modello sulle persone: come il team è evoluto, quali competenze sono cresciute e perché la trasformazione tecnologica è sempre, prima di tutto, una trasformazione organizzativa.


Se anche tu vuoi far parte del team di sviluppo Nexsoft,
dai un’occhiata alle nostre opportunità di lavoro e conosciamoci subito!

Questo sito utilizza cookies propri e si riserva di utilizzare anche cookie di terze parti per garantire la funzionalità del sito e per tenere conto delle scelte di navigazione.
Per maggiori dettagli e sapere come negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie è possibile consultare la Cookie Policy.

USO DEI COOKIE

Se abiliti i cookie nella tabella sottostante, ci autorizzi a memorizzare i tuoi comportamenti di utilizzo sul nostro sito web. Questo ci consente di migliorare il nostro sito web e di personalizzare le pubblicità. Se non abiliti i cookie, noi utilizzeremo solo cookies di sessione per migliorare la facilità di utilizzo.

Cookie tecnicinon richiedono il consenso, perciò vengono installati automaticamente a seguito dell’accesso al Sito.

Cookie di statisticaVengono utilizzati da terze parti, anche in forma disaggregata, per la gestione di statistiche

Cookie di social networkVengono utilizzati per la condivisione di contenuti sui social network.

Cookie di profilazione pubblicitariaVengono utilizzati per erogare pubblicità basata sugli interessi manifestati attraverso la navigazione in internet.

AltriCookie di terze parti da altri servizi di terze parti che non sono cookie di statistica, social media o pubblicitari.