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Il training nel Metaverso

Bolg Nexsoft | Traning nel Metaverso

(articolo redatto da Pierluca Pierro e Angelo Matarazzo)

Il Metaverso è la nuova frontiera della tecnologia su cui stanno puntando le maggiori multinazionali dell’IT. Anche Nexsoft è attiva su questo Tema con attività di ricerca su piattaforme virtuali dedicate all’addestramento.

Gli investimenti delle Big Four

Come affermato da Rafael Sweary, presidente e co-fondatore di Walkme.com :

“L’emergere del Metaverso ha aperto un portale di infinite possibilità che renderanno i margini tra il mondo virtuale e quello fisico ancora più sottili. Man mano che il Metaverso cresce in importanza e la comprensione del suo enorme potenziale migliora, l’interesse delle persone in tutta Europa aumenterà.”

Ed infatti le big Four si muovono velocemente: ad inizio dell’anno 2022 Facebook è diventato Meta, Microsoft ha introdotto Mesh e Google ha annunciato che sta lavorando nuovamente sugli smart glasses.

Questi sono solo i primi esempi di una nuova enorme rivoluzione tecnologica. Secondo gli analisti nell’imminente prossimo futuro ci sarà un proliferare di nuove piattaforme dedicate a specifiche applicazioni nella realtà virtuale.

La ricerca di Nexsoft per il Metaverso

Anche Nexsoft investe in questo settore e, tra le varie iniziative messe in campo, partecipa ad un progetto di trasformazione industriale co-finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico, contribuendo con attività di ricerca su piattaforme virtuali dedicate all’addestramento.

La formazione lavoro nel Metaverso

L’addestramento degli operatori è un’attività che, se trascurata, può comportare il fallimento dei progetti di digitalizzazione dell’Industrial Manufacturing.

Infatti, per il pieno successo del progetto, occorre avere operatori che interagiscano in maniera corretta ed efficiente con le macchine.

Per fare ciò occorre avere forme e modalità efficienti, in modo che tutti gli operatori che si alternano nell’utilizzo dei macchinari, abbiano la conoscenza e la competenza della corretta interazione. Ma poiché si tratta di operatori umani, è ancora più importante considerare la sicurezza: operazioni su macchinari scorrette possono portare a seri infortuni per il lavoratore.

Il Metaverso può essere la risposta a tali esigenze: evitando repliche fisiche dei luoghi e dei macchinari e dunque costi di spostamento del personale per il raggiungimento dei laboratori attrezzati, esso permette di addestrarsi in operazioni pericolose senza compromettere la salute del lavoratore.

Si pensi, ad esempio, agli ambienti industriali altamente pericolosi, quali quelli dell’industria mineraria o dell’estrazione di gas e petrolio.

Inoltre vi sono ulteriori importanti vantaggi: le esperienze VR/AR rendono le interazioni digitali più simili a quelle che avvengono nel mondo reale e forniscono una maggiore velocità di apprendimento rispetto ai metodi più tradizionali.

Uno studio condotto da PWC ha dimostrato che i lavoratori addestrati con la realtà virtuale si sentono fino al 275% più sicuri nell’agire dopo avere svolto attività di learning attraverso VR. Se si confronta questa statistica rispetto ai metodi tradizionali, si evidenzia un miglioramento del 40% rispetto all’apprendimento in classe, in presenza e un miglioramento del 35% rispetto all’e-Learning.

Le metodologie di apprendimento nel Metaverso

L’applicazione di una tecnica così innovativa impone un ripensamento dei metodi convenzionali di apprendimento.

Nella formazione e nell’addestramento all’interno del Metaverso occorre ripensare oltre che ai contenitori anche ai contenuti: non fare dunque l’errore di digitalizzare semplicemente il materiale cartaceo già presente nella formazione tradizionale, ma ripensare l’intero ciclo di formazione.

Nel Metaverso l’obiettivo dell’addestramento si focalizza sull’apprendimento e non sulla verifica dell’apprendimento. I metodi tradizionali sono pieni di questionari di apprendimento, di certificazioni, di patentini.

Con il Metaverso, invece, il focus diventa l’apprendimento del lavoratore, che diventa anche divertente attraverso role-play, escape room, etc..
Utilizzando sistemi automatici di valutazione dell’attenzione è possibile fornire nozioni in maniera personalizzata, a seconda del livello di concentrazione e della formazione pregressa.

Il mercato, ad oggi, non offre ancora prodotti e piattaforme pronte allo scopo per cui chi si approccia a tali soluzioni dovrà trovare il giusto trade-off tra la rappresentazione di un ambiente realistico e l’utilizzo di una tecnologia ancora acerba.

Conclusioni

E quindi, quando arriveremo a formarci sul Metaverso? È difficile definire i tempi ma, come per le altre rivoluzioni tecnologiche, probabilmente il driver del cambiamento sarà l’utilizzo del Metaverso in ambito privato, che detterà tempi e modi della trasformazione anche per la formazione aziendale.


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