Quanto valgono i figli per un imprenditore?

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Corrado Montoro, fondatore e CEO di Nexsoft, è un orgoglioso papà di due adolescenti alla ricerca della propria strada. In occasione della festa del papà condivide con noi alcune riflessioni sulla conciliazione famiglia-lavoro per un imprenditore.

L’IDENTIKIT

Per tutti in azienda è Corrado, il nostro amminstratore unico dal 2004. Laureato in Scienze dell’Informazione, si è fatto le ossa in Olivetti nei primi anni Novanta. Dal 1997 ha intrapreso la strada dell’imprenditore, mantenendo sempre fermo il suo approccio umano e informale alla leadership d’impresa.

La storia

Gianluca Landi

In occasione della festa del papà abbiamo chiesto a Corrado Montoro di suggerire a chi segue il nostro blog aziendale quale può essere l’approccio giusto per un buon padre imprenditore, qual è il suo segreto per mantenere l’equilibrio tra un lavoro di responsabilità e la vita privata.  Corrado, pur essendo molto riservato, si è molto interrogato e messo in discussione per poterci rispondere, dandoci alcuni spunti di riflessione.

Q
Quali consigli daresti oggi ad altri padri che vogliono diventare imprenditori?

Personalmente sono diventato imprenditore prima di metter su famiglia e questo francamente è stato un bel vantaggio.

Fare impresa comporta dei rischi e diversi miei amici non hanno dato vita al loro sogno per timore di trascinare i propri cari in un’avventura dagli esiti incerti.

Per contro altri amici hanno comunque avviato il loro percorso imprenditoriale con successo, avendo già moglie e figli, e il fattore fondamentale che ho potuto individuare nei loro percorsi può essere riassunto con una sola parola: Condivisione.

Fare impresa comporta stress e se non hai figli e moglie che ti appoggiano il carico rischia di essere insostenibile.

Quindi il segreto è la Condivisione:

  • condividi con i tuoi cari il progetto prima di avviarlo;
  • sii chiaro sulle vere motivazioni che ti spingono a fare impresa (non dire “Mi pagano poco per quel che valgo e allora faccio impresa”, altrimenti basterebbe cambiare datore di lavoro),
  • evita di prendere decisioni in condizioni di stress (es.: “Ho perso il lavoro e allora faccio una mia azienda”, oppure “Ho litigato con il mio capo e allora me ne vado e gli farò concorrenza”),  altrimenti rischi di comportarti come il giocatore di roulette che ha una sola fiche.

Condividi il sogno, ma anche i rischi e i tempi, ad esempio dichiara per tempo: “Questa estate non andremo in vacanza perché devo avviare l’azienda”, oppure “Non cambiamo l’auto perché devo investire”, etc.

Ascolta le eventuali obiezioni anche se a prima vista ti sembrano illogiche o fuori luogo.
Avviare un attività imprenditoriale senza il supporto della famiglia può portare a soli 2 risultati: o alla distruzione della famiglia o al fallimento dell’impresa.

Q
Come è possibile mantenere l’equilibrio tra un lavoro di responsabilità, come fare impresa, e la vita privata?

Premetto che un papà imprenditore non è diverso da un papà operaio o disoccupato, così come pure un papà naturale non è diverso da un papà adottivo, surrogato o in provetta.
Abbiamo tutti verso i nostri figli le stesse ansie, preoccupazioni, gioie e aspirazioni, non a caso la festa del papà si festeggia a San Giuseppe che era un papà alquanto anomalo.Per un imprenditore la famiglia, e i figli in particolare, sono un importante risorsa.
Sono una forza in quanto danno un senso ai nostri sacrifici, i figli sono la risposta alla classica domanda che prima o poi arriva per tutti: “Ma chi me lo fa fare”.

Q
Te la senti di dare tre piccoli consigli ai colleghi imprenditori su come gestire il delicato equilibrio tra lavoro e figli?

Ci provo, anche se la domanda pone innanzitutto a me l’interrogativo se io sia o meno un buon padre:-)

1
Badiamo alla qualità del tempo insieme

Siamo troppo preoccupati della scarsa quantità di tempo che dedichiamo ai nostri figli, pensiamo piuttosto alla qualità del tempo che trascorriamo con loro. Lasciamo i pensieri fuori dalla porta di casa, stacchiamovi telefonini quando siamo con loro, ascoltiamoli e faccaimoci coinvolgere. Anche se poco quel tempo sarà preziosissimo per noi e per loro e sarà la nostra ricarica di energia.

2
Non scambiamo i nostri sogni con i sogni dei nostri figli

La vita è una e ciascuno ha diritto di viverla secondo le proprie inclinazioni e aspirazioni. Evitiamo di indirizzare i percorsi di studio dei nostri figli per fare in modo che un giorno prendano il nostro posto, e soprattutto cerchiamo di dire il meno possibile quella frase scema che prima o poi scappa a tutti: “Un giorno tutto questo sarà tuo”. Questa frase (oltre che essere ovvia) serve solo a lusingare il nostro Ego e pone implicitamente una sfida e un fardello spesso indesiderato sui nostri figlioli.

3
Attuiamo in casa una vera democrazia

Noi imprenditori per vocazione e mestiere tendiamo a dirigere,  so che è difficile ma dobbiamo cercare di rendere la nostra casa una vera democrazia, cercando nella vita quotidiana di diventare un supporto e non un vincolo per i nostri cari.

In Nexsoft cerchiamo ogni giorno di offrire al team un supporto di leadership che non sia direttivo, ma funzionale allo sviluppo personale di ogni individuo, in equilibrio con gli obiettivi di sviluppo aziendale. Dipenderà dal fatto che il nostro CEO condivide con noi i suoi sogni di 👨‍👩‍👦‍👦 papà imprenditore?


Se anche tu desideri il tuo sviluppo personale come individuo in un contesto aziendale sereno,
dai un’occhiata alle opportunità di lavoro in Nexsoft e conosciamoci subito!

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